Scuola socio-politica

Il Laboratorio Don Bosco oggi: Educazione-Cultura-Pastorale”, affronta una vera sfida per la formazione sistematica riconosciuta per i membri delle nostre Comunità Educative Pastorali: giovani animatori, catechisti, operatori pastorali, famiglie e Famiglia Salesiana, tutti coinvolti.

Con soddisfazione guardo il cammino del “Laboratorio Don Bosco oggi: Educazione, Cultura e Pastorale” che con molte difficoltà è riuscito ad entrare nel tessuto sociale ed ecclesiale del nostro Quartiere divenendo uno stimolo ed una opportunità di formazione in sinergia con la Famiglia Salesiana, con gli Exallievi della Federazione Ispettoriale Pugliese (veri sostenitori della Scuola di Formazione Socio-Politica “A. Marvelli”), con l’Università di Bari, con l’Opera salesiana di Bari con la sua proposta variegata e incisiva, con la Chiesa locale, riuscendo a parlare ai giovani, agli ultimi, ai professionisti e a tanti uomini di pensiero.

Il CI 24 invitava l’Ispettoria a pensare ad un laboratorio culturale su Bari e il CI 25 lo configurava come una ottima opportunità. Si coglieva un po’ di incertezza sulla riuscita, soprattutto dovendo tener conto dei limiti, delle povertà esistenti in questo territorio e per la prospettiva ambiziosa di far diventare questo laboratorio, partendo dal locale, un centro propulsore per l’intera Ispettoria e le varie chiese locali.

L’elemento vitale del nostro laboratorio, in questo contesto, è stato l’essere capaci di convocare ed interessare categorie diverse di persone e comunità, sollecitandoli all’importanza della conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa, come elemento necessario per raggiungere nel nostro cammino pedagogico quello che ci ha consegnato don Bosco: Buoni cristiani ed onesti cittadini.

Un altro elemento che mi piace sottolineare è il coinvolgimento della Famiglia Salesiana che non rimane più a guardare, ad attendere, ma diviene protagonista nel for-marsi, stimolare e soprattutto coinvolgere, affinché questo patrimonio della Chiesa per il sociale entri nel tessuto ordinario di formazione di ogni membro.

La modalità con cui si sta procedendo fa intravedere un futuro nel coinvolgimento dei giovani, laddove questi contenuti sono di formazione prepolitica e politica per dare, se vogliamo cambiare e rinnovare le nostre città, una “mens”, come scrive Papa Francesco in Evangelii Gaudium al n° 205: “È una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune. Alle volte, come ci ha insegnato la storia, gli interessi personali vengono anteposti a quelli collettivi, sfociando nella corruzione: una manipolazione opportunista che deteriora il vero senso dell’agire politico”.

Gli Atti, nelle tre parti, sviluppano e presentano il cammino del Laboratorio Don Bosco rispondendo alla domanda: “Quale politica nel sociale?”.

La prima parte ricorda le iniziative antecedenti alla Scuola di Formazione Socio-Politica “A. Marvelli”: il convegno sulla Politica del Padre Nostro della Federazione Ispettoriale Exallievi/e di Puglia, tenuto a Bari il 21 giugno 2014. Seguono le pro-vocazioni di Morante, Ladisa, Ruppi sul Magistero della Chiesa, circa la sua Dottrina Sociale e sull’impegno sociale dei laici.

Testi che guidano alla scoperta dell’intervento magistrale di Mons. Toso che ha orientato il “laboratorio” nel sapersi riappropriare del valore della democrazia e operare nella società come buoni cristiani e onesti cittadini.

Nella seconda parte la Prof. Maria Luisa De Natale e il Prof. Marco Piccino, rispettivamente, presentano il fondamento pedagogico, sviluppando il passaggio ideologico dal bene pubblico al bene comune, e la corrente del personalismo pedagogico e sociale.

Altri argomenti integrano il cammino del Laboratorio: l’etica come fattore di sviluppo personale e sociale (Preite), le istituzioni che si appropriano di una linea socio-eco-nomica ispirata dal principio dell’amore (Ruppi) e il sistema preventivo (Attard).

La terza parte di questo saggio è chiarificatrice di un interrogativo che si pone dalle attuali sfide del post-moderno: l’uomo deve essere lupo agli altri uomini o piuttosto configurarsi a colui che Pilato definisce: Ecce Homo?

I temi fanno un’analisi della cultura post-umana (Morante) per qualificare il con-tributo del rapporto tra Sistema Preventivo e Dottrina Sociale della Chiesa, per orientarsi alla coscienza morale cristiana e ad un nuovo rapporto tra umanesimo e politica (Moral). 

Ringrazio quanti, salesiani e laici, stanno conducendo con responsabilità e competenza questo cammino. Porgo l’augurio che questi Atti stimolino ulteriormente chiunque ne verrà a contatto e contribuiscano alla missione che l’Ispettoria porta avanti nella terra del Meridione, con tanti sacrifici, per continuare ad evangelizzare oggi con la valenza insosti-tuibile della conoscenza e vita concreta della Dottrina Sociale della Chiesa nella prassi del Sistema Preventivo.

 

d. Pasquale Cristiani


 

Don Bosco ha visto con chiarezza la portata sociale della sua opera.

Lavoriamo in ambienti popolari e per i giovani poveri.

Li educhiamo alle responsabilità morali, professionali e sociali,

collaborando con loro, e contribuiamo alla promozione del gruppo e dell’ambiente”.

Costituzioni salesiane, 33

 

La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima,

è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune”.

Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 205

 

Questa antologia di testi che si sottopone all’attenzione dei lettori è frutto del laboratorio delle lezioni della Scuola di Formazione Socio-Politica “A. Marvelli” realizzata dall’associazione culturale “Laboratorio don Bosco oggi” presso l’Istituto Salesiano Redentore di Bari, grazie alla collaborazione e al contributo della Federazione Ispettoriale pugliese degli Exallievi ed Exallieve di don Bosco.

L’associazione di Promozione Sociale “Laboratorio Don Bosco oggi: Educazione-Cultura-Pastorale (=DB LAB)”, formata da salesiani e laici dopo il Capitolo Ispettoriale XXIV dei Salesiani dell’Italia Meridionale nel 2013, anima il settore culturale specifico dell’Istituto Salesiano Redentore di Bari comprendente: la casa per gli studenti universitari “Michele Rua” (CUSMIR), la Biblioteca di quartiere “don Bosco” ed il laboratorio culturale. Compito precipuo dell’associazione è l’animazione culturale del territorio.

Una delle sfide culturali di oggi è la formazione socio-politica specialmente delle giovani generazioni. L’intento di don Bosco di formare buoni cristiani ed onesti cittadini significa educare la coscienza credente al bene comune. Don Bosco ha così precorso il Concilio Vaticano II [1] fino ad essere ancora oggi molto attuale nel magistero di Papa Francesco che nell’Evangelii Gaudium esprime un intero capitolo dedicandolo alla dimensione sociale dell’evangelizzazione. L’annuncio cristiano infatti “possiede un contenuto ineludibilmente sociale: nel cuore stesso del Vangelo vi sono la vita comunitaria e l’impegno con gli altri. Il contenuto del primo annuncio ha un’immediata ripercussione morale il cui centro è la carità”[2].

L’intento di questo percorso formativo e culturale è proprio quello di tenere unito il buon cristiano con l’onesto cittadino: l’uno non può stare e neanche esistere senza l’altro. L’aveva ben capito, qualche anno più tardi di don Bosco, don Luigi Sturzo quando affermava: “l’errore moderno è consistito nel separare e contrapporre umanesimo e cristianesimo: dell’umanesimo si è fatta un’entità divina; della religione cristiana un affare privato […]. Bisogna ristabilire l’unione e la sintesi dell’umano e del cristiano”[3].

La dimensione religiosa, nel pieno rispetto della laicità non può non avere rilevanza anche politica, perché è la realizzazione concreta del bisogno dell’assoluto su cui si fondano diritti e doveri. Per questo è necessario che la politica lontana da ogni confessionalismo o clericalismo, pur essendo laica e dovendo rimanere tale, sia alimentata da valori trascendenti di origine religiosa in una prospettiva missionaria ed inclusiva.

Ed è necessario un programma politico ispirato ai valori di un umanesimo tra-scendente mediati in scelte laiche il più possibile condivisibili[4].

Anche i valori ispiratori chiaramente laici della nostra Costituzione repubblicana concordano nello stesso tempo con i principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa: il primato della persona, solidarietà, sussidiarietà, bene comune[5].

La buona “Politica del Padre Nostro” per don Bosco consisteva nell’unire il cielo alla terra nel formare buoni cristiani ed onesti cittadini in una prospettiva educativa, inclu-siva e missionaria. La raccolta di questi testi vuole dare un contributo culturale a questa buona politica fondata sulla cultura dell’incontro, illuminata da valori trascendenti e gui-data da criteri etici condivisibili laicamente da tutti.

 

d. Francesco Preite sdb

Direttore Istituto Salesiano Redentore di Bari

 

[1] Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione pastorale Gaudium et spes (1965), al n. 76 così si esprime: «sempre e dovunque, e con vera libertà, è suo [della Chiesa] diritto predicare la fede e insegnare la propria dottrina sociale, esercitare senza ostacoli la propria missione tra gli uomini e dare il proprio giudizio morale, anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime. E farà questo utilizzando tutti e soli quei mezzi che sono conformi al Vangelo e in armonia col bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle situazioni». 

[2] Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 177

[3] L. Sturzo., Politica e morale, Zanichelli, Bologna 1972, 130.

[4] “Chiedo a Dio che cresca il numero di politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l’apparenza dei mali del nostro mondo! La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune. Dobbiamo convincerci che la carità è il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici”. [Benedetto XVI, Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 2]. “Prego il Signore che ci regali più po-litici che abbiano davvero a cuore la società, il popolo, la vita dei poveri! È indispensabile che i governanti e il potere finanziario alzino lo sguardo e amplino le loro prospettive, che facciano in modo che ci sia un lavoro degno, istruzione e assistenza sanitaria per tutti i cittadini. E perché non ricorrere a Dio affinché ispiri i loro piani? Sono convinto che a partire da un’apertura alla trascendenza potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed economica che aiuterebbe a superare la dicotomia assoluta tra l’economia e il bene comune sociale”. Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 205.

[5] “Nel dialogo con lo Stato e con la società, la Chiesa non dispone di soluzioni per tutte le questioni particolari. Tuttavia, insieme con le diverse forze sociali, accompagna le proposte che meglio possono ri-spondere alla dignità della persona umana e al bene comune. Nel farlo, propone sempre con chiarezza i valori fondamentali dell’esistenza umana, per trasmettere convinzioni che poi possano tradursi in azioni politiche”. Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 241.

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