Dopo la riunificazione: il problema regionale in Germania

Questa tesi ha per oggetto centrale la situazione economica e sociale dei nuovi Länder tedeschi a seguito del processo di riunificazione avviato con la caduta del muro di Berlino. A tal fine è stato necessario analizzare ed interpretare report e indici statistici prodotti da istituti tedeschi ed europei  oltre che da alcune organizzazioni internazionali durante il periodo 1990-2017, nonché l’impiego di studi prodotti dai diversi economisti internazionali che si sono imbattuti in tale argomento.

L’elaborato evidenzia i diversi punti di convergenza e gli obiettivi conseguiti dal governo federale, ma anche le differenze ancora evidenti attraverso dati statistici e strutturali. I dati hanno mostrato l’evoluzione dei singoli Länder e l’incidenza di essi sull’economia dell’intera Germania.

Il presente studio non ha l’obiettivo di dare una risposta ai diversi interrogativi che sono emersi durante gli anni trascorsi dalla caduta del muro di Berlino ad oggi,ma vuole integrare ed approfondire la già vasta letteratura presente in tale materia.

Poter analizzare un evento di cosìgrande portata, sia con analisi annuali sia con report che racchiudono l’evoluzione tedesca nel corso degli ultimi 27 anni, permette la conoscenza delle strategie adottate da un paese che dalla posizione “The sick man of the Europe” è diventato il leader trainante dell’Unione Europea. Dopo la caduta del muro di Berlino, la Germania appariva come un paese distrutto e fortemente sconnesso all’interno del suo tessuto sociale ed economico. Nel corso degli anni la Germania ha saputo rimettere in moto la sua economia fronteggiando non solo i flussi migratori est-ovest ma anche rilanciando le proprie importazioni ed esportazioni, attraverso forti investimenti in Ricerca e Sviluppo.

Ci sono evidenti difficoltà nello spiegare le differenze tra est e ovest. Il gap produttivo tra le due Germanie può essere parzialmente dovuto ad una mancanza di capitale umano. Ma la letteratura analizzata non risponde completamente alla domanda se il gapproduttivo può essere determinato dalle differenze riguardanti il solo capitale umano. Infatti, è stato evidenziato come la produttività del lavoro e il livello del valore aggiunto siano stati solo alcuni degli aspetti chiave per lo sviluppo del mercato del lavoro e dell’economia nazionale.

Uno dei maggiori problemi dell'economia della Germania Est è stata la bassa produttività soprattutto se confrontata con i dati relativi alla Germania Ovest,che è generalmente vista come un* parametro di misura per le performance economiche nell'ex Germania democratica. Con la riunificazione, la produttività dei Länder si è ravvicinata alla media degli stabilimenti della Germania occidentale. Tuttavia, un considerevole ritardo negli stabilimenti in Germania Est è stato evidente verso la fine del secolo scorso.

Anche il settore Ricerca e Sviluppo ha giocato la sua parte diventando sempre più importante all'interno di questa regione, infatti, la Germania Est ha un apporto in Ricerca e Sviluppo più alto della media europea e leggermente inferiore a quella degli Stati Uniti d'America.

Investimenti in innovazione e internazionalizzazione rappresentano le basi per la crescita economica sostenibile della Repubblica Federale Tedesca. Gli investimenti diretti hanno giocato un ruolo strumentale importante nel processo di riunificazione e nella crescita della competitività della Germania, nonchè nel miglioramento dellaqualità di vita. I governi tedeschi che si sono succeduti hanno finanziato gli investimenti pubblici e privati soprattutto nei settori dell'istruzione, della ricerca, delle infrastrutture. Gli investimenti hanno quindi rappresentato la base per la crescita economica e l'occupazione. Nella prima metà degli anni ’90 gli investimenti in costruzioni raddoppiarono in termini reali e nella seconda metà* il progressivo ridimensionamento del settore, dopo l’incredibile ampliamento degli anni precedenti, si ripercosse sull’attività economica complessiva portando ad un forte rallentamento.

Nella prima parte la tesi presenta il bilancio e la valutazione della riunificazione attraverso l’analisi del PIL, del PIL pro capite, del tasso di occupazione e disoccupazione. Si evidenziano così i modi in cui tale processo è stato affrontato e le oscillazioni consequenziali dei suoi valori economici. Nella seconda parte, invece, mostra i dati relativi alla produttività e al mercato del lavoro, alla dimensione e alla struttura delle imprese. Nel terzo capitolo vengono evidenziate le politiche pubbliche d’innovazione relative alle infrastrutture, alle politiche industriali, occupazionali e tecnologiche promosse e finanziate dal governo federale. In ultima analisi, vengono evidenziati anche gli investimenti all’estero e le politiche energetiche che contraddistinguono l’approccio internazionale ma anche fortemente sensibile alle tematiche ambientali.

Ad oggi, dopo più di un quarto di secolo dopo la riunificazione, l'economia tedesca nel suo complesso è in forma eccellente. Il livello di occupazione è il più alto di sempre e il dato sulla disoccupazione continua a scendere,mentre il PIL è cresciuto dell’ 1, 5%,tanto da far diventare la Germania la quarta potenza economica mondiale.

La Germania è diventata, dopo la riunificazione, il più grande esportatore in termini di valore aggiunto subito dopo gli Stati Uniti. Tale traguardo è stato raggiunto grazie ai grandi risultati ottenuti soprattutto dai nuovi Länder. I settori economici tradizionali sono stati riportati in vita e di conseguenza il PIL dei nuovi Länder si è più che duplicato attraverso gli anni.

La reindustrializzazione è stata e rimane la principale fonte di crescita economica negli ex Länder democratici. Creare delle solide basi per una forte economia di esportazione è stato lo strumento principale del governo Federale e dei nuovi Länderper rafforzare la competitività della Germania Est. Tutti i beni prodotti e i servizi sviluppati sono stati pensati per un circuito internazionale, in tal modo si è creato un maggior flusso di reddito.

La riunificazione e quindi la contemporanea “ristrutturazione dell'industria locale” ha permesso anche la rinascita delle piccole e medie imprese della Germania. Queste, nel passare degli anni, sono diventate prima dei leader europei e poi dei leader mondiali soprattutto nell'ambito della costruzione di veicoli, lavorazione di polimeri, lavorazione del legno e della carta e del vetro.

L'economia dei nuovi Länder si è sviluppata con successo tanto da competere a livello internazionale. La quota odierna dell'industria nel valore aggiunto lordo nei nuovi Länder è superiore a quella nell'Unione europea e la forza economica pro capite ha quasi toccato la media dell'Unione europea.

Tutti i cinque Länder hanno raggiunto notevoli risultati sui mercati esteri. Gli incredibili risultati ottenuti grazie alla loro propensione all’export hanno permesso di accorciare le distanze rispetto ai Länder dell’Ovest. In particolar modo sono chiari gli sviluppi registrati in Sachsen, che per presenza sui mercati esteri si colloca al terzo posto assoluto in Germania, alle spalle di Baden-Württemberg e Rheinland-Pfalz, ma prima di BayernNiedersachsen.

Infine, è stato importante anche valutare l’incidenza dei flussi migratori all’interno dei diversi stati tedeschi e l’incidenza dei flussi migratori esterni. Tale monitorggio è stato rilevante al fine del raggiungimento degli obiettivi prefissati dal governo nel Patto di Solidarietà ed è stato utile a questo studio per comprendere e spiegare alcuni degli elementi emersi durante le ricerche.

 

Luigi De Giglio

l.degiglio@outlook.com

Luigi De Giglio

Nato a Triggiano (Ba) il 13 settembre del 1991, ha vissuto a Margherita di Savoia (Fg) per i primi 2 anni della sua vita per poi trasferirsi stabilmente a Bari a settembre 1993. Da qui inizia il suo percorso scolastico frequentando la scuola materna privata “Il bruco”, successivamente la scuola elementare “S. Francesco d’Assisi” e la scuola media statale “Amedeo d’Aosta”.
Ha frequentato la scuola superiore “I.t.c Giulio Cesare” di Bari conseguendo il diploma di Ragioniere Perito Aziendale (corso IGEA)nel 2010.
Inizia il percorso accademico frequentando il corso di “Marketing e comunicazione d’azienda” presso la Facoltà di Economia di Bari ma dopo un anno decide di immatricolarsi presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere al corso L-12 MEDIAZIONE LINGUISTICA. Durante il percorso accademico si autofinanzia gli studi attraverso lavori come operatore call center, animatore villaggio turistico, allenatore di calcio per bambini e attraverso attività di doposcuola. Si laurea quindi nell’estate del 2016 in COMUNICAZIONE LINGUISTICA E INTERCULTURALE discutendo una tesi dal titolo “Ideology in political discourse: a comparison between Bush’s and Obama’s presidential speeches” (Relatore prof. Gaetano Falco).
Decide subito di iniziare un nuovo percorso accademico per completare i suoi studi e già a settembre 2016 s’immatricola al corso di laurea LM-52 RELAZIONI INTERNAZIONALI presso il Dipartimento di Scienze Politiche di Bari. Come previsto dal percorso di studi, completa la sua esperienza formativa attraverso un tirocinio di 250 ore presso la Camera di Commercio della Repubblica di Abcasia. Consegue la Laurea in Relazioni Internazionali a luglio 2018 con il massimo dei voti (110 e LODE) discutendo una tesi in economia internazionale dal titolo “Dopo la riunificazione: il problema regionale in Germania” (Relatore prof. Gianfranco Viesti).
Durante il primo anno di studi specialistici inizia la sua esperienza come volontario del servizio civile presso l’Istituto Salesiano Redentore di Bari. Da qui, spinto da immediati rapporti di stima e fiducia reciproca con tutti i membri della casa salesiana, comincia una sempre più intensa collaborazione sociale sia all’interno dell’oratorio sia all’interno del quartiere Libertà. Infatti, ancora oggi, riveste ruoli chiave all’interno della famiglia salesiana essendo Segretario del Consiglio Cep, responsabile delle Comunicazioni sociali e delegato Mgs. Collabora costantemente con l’ente salesiano di Bari per progetti esterni finanziati dal Comune di Bari, dalla Regione Puglia e da altri enti e associazioni nazionali.

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