Nella volontà del Padre a immagine del Figlio Trasfigurati in Cristo dalla liturgia

Percorso

Il lavoro che qui presento brevemente si pone l’obiettivo di un percorso di sintesi che, per non rimanere esclusivamente teorico e, dunque, incompleto, cerca di mettere insieme gli insegnamenti ricevuti e la realtà che mi circonda.

Puntodi partenza sono state le parole di Papa Francesco che, nel suo intervento al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale dal titolo «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo» (Firenze 2015), esorta i giovani ad impegnarsi nella costruzione di una società fondata sull’amore di Dio[1]» e la citazione iconografica utilizzata nel medesimo discorso relativaal «Giudizio Universale» rappresentato nella cattedrale di Santa Maria del Fiore in Firenze.

Per questo motivo *mi sono lasciato interrogare in primis dalle situazioni che, fino ad oggi, mi hanno visto coinvolto*ed è da esse che ho preso spunto per intraprendere, così come si può leggere nell’introduzione, il viaggio che mi ha condotto a fare la sintesi del messaggio cristiano, come richiesto a conclusione del primo ciclo in Teologia.

Interrogativi, dunque, che nascono in particolar modo dallo sguardo sui giovani, soprattutto quelli che, negli ambienti salesiani, identifichiamo come animatori, e su alcuni ambienti e oratori come quelli di Napoli e Torre Annunziata, più popolari, e quello diCaserta, di fatto molto più variegato sia in relazionealla presenza di giovani e ragazzi sia per l’ampio ventaglio di proposte educativo-formative. Come poter comunicare loro Cristo, soprattutto oggi, in un momento storico in cui vi è molta superficialità o incomprensione del messaggio cristiano?

Il tutto richiama, inoltre la responsabilità personale che da cristiano e da religioso, ancor più ora da diacono e futuro presbitero, io ho nei confronti di me stesso e di coloro che mi verranno affidati: quanto la mia vita rimanda a Cristo e come posso contribuire a far sì che si conformi totalmente a Lui? Quanto posso esser strumento per avvicinare i giovani a Cristo e far sìche la loro vita, la nostra vita, si trasfiguri, tanto posso esser causa, invece, di allontanamento e di assopimento della luce di cui dovremmo esser portatori.

Ecco allora il titolo “Nella volontà del Padre, a immagine del Figlio”, attraverso il quale intendo sottolineare il desiderio che Dio ha nei confronti di ciascuno di noi: che recuperiamo l’immagine perduta con il peccato originale*e torniamo ad esser a “Sua immagine e somiglianza”, così come Cristo, che è l’immagine perfetta del Padre.

Col sottotitolo “Trasfigurati in Cristo dalla Liturgia” intendo, invece, mettere in risalto la prospettiva utilizzata: quella sacramentaria – antropologico –  liturgica.

 

Struttura e contenuti

Il lavoro si compone *di tre capitoli. Il primo, «L’uomo a immagine di Dio», volutamente più snello, consta di due paragrafi, attraverso i quali viene messo in evidenza il fondamento biblico *che si pone, appunto, come base per lo sviluppo della prospettiva: l’Antico Testamento,che mette in luce la Creazione e in particolare la creazione dell’uomo e della donna fatti a immagine e somiglianza del Padre, e il Nuovo Testamento,che si centra tutto su Cristo, nel quale viene restaurata quell’immagine deformata dal peccato, e *ricorda **la chiamata ad esser conformi al Figlio che il Padre rivolge a ciascuno di noi.

Il secondo capitolo, «Trasfigurati in Cristo dalla Liturgia», si colloca al centro di tutto il lavoro ed è di carattere più prettamente liturgico. Composto di quattro paragrafi, parte dal concetto chiave della trasfigurazione, visto sia nella sua componente etimologica, sia dal punto di vista dei racconti presenti nel Nuovo Testamento, passa poi per la liturgia in senso stretto, luogo in cui, attraverso l’azione dello Spirito, l’uomo,accogliendo l’invito a lasciarsi trasformare e a fare esperienza di Dio attraverso i gesti sacramentali, viene santificato, per *giungere infine alla liturgia della vita, lo spazio in cui ognuno di noi è chiamato a guardare il mondo con gli occhi di Cristo e, come Lui, esser dispostoa donare la vita.

Mi è piaciuto riportare qui l’esempio del beato padre Pino Puglisi, martire dei nostri giorni, che, nella lotta contro la mafia, si è donato totalmente facendo della sua vita un’autentica risposta d’amore alla chiamata ricevuta. Quell’amore che l’ha portato a sorridere anche dinanzi alla morte.

Il terzo ed ultimo capitolo dal titolo «L’iniziazione cristiana: fondamento della vita in Cristo» (cf.CCC 1212) presenta, nei suoi tre paragrafi, il cammino concreto per una vita in Cristo.

Punto di partenza è la partecipazione alla morte e risurrezione di Gesù e dunque la rinascita a vita nuova, la vita nello Spirito, nel Battesimo, con il quale diveniamo conformi a Cristo. Passaggio successivo è quindi la radicalizzazione il radicamento nella filiazione divina attraverso la Confermazione,con la quale diveniamo anche noi unti e partecipi della stessa missione di Cristo, quella di essere portatori e annunciatori della salvezza di Dio ricevuta attraverso la Pasqua di Gesù. Ultimo passaggio è infine l’intima unione con Cristo nell’Eucarestia, attraverso la quale Gesù continua ad essere con - noi, ci trasfigura, ci rinnova, ci fa tornare ad essere a Sua immagine; l’essere un tutt’uno con Lui da una parte ci rafforza contro il peccato e dall’altra ci spinge alla comunione con gli altri, nell’impegno verso il povero, l’escluso, l’emarginato (cf. SCa 76), ci muovealla piena comunione con tutta la Chiesa.

Un breve excursus, quest’ultima parte, che ha voluto mettere in risalto i lineamenti della prospettiva racchiusi nel sottotitolo.

Da un lato, allora, ho provato a illustrare i pilastri del messaggio cristiano, dall’altro a formulare un invito ad essere testimoni credibili di ciò che si professa.

Per questo motivo mi è piaciuto mettere in risalto il legame esistente tra la celebrazione e il quotidiano, lo spazio in cui *ciò che si è celebrato diventa vita vissuta.

Come si sarà potuto evincere, la struttura di questo lavoro rompe lo schema tradizionale Antico Testamento (Padre) – Nuovo Testamento (Figlio) – Vita nello Spirito (o vita nella Chiesa)* eaffronta in modo trasversale i diversi argomenti teologici studiati nel triennio teologico.

 

Motivazioni

Ovviamente, data la natura sintetica del lavoro, alcuni trattati sono stati affrontati in maniera più approfondita rispetto ad altri e si sono privilegiate in tal modo proprio la sacrementaria, la liturgia, l’antropologia, la morale e la Sacra Scrittura, sulla quale si fonda tutto lo scritto. Da notare, inoltre,  la prospettiva utilizzata, in particolare l’aspetto liturgico, un campo che, in confronto ad altri, è anche poco esplorato, e che si è cercato di rendere molto stimolante e in linea con le sensibilità carismatiche.

Sensibilità che rimandano dunque alle motivazioni iniziali, quelle di provare a comunicare e trasmettere Cristo ai giovani. E questo, però, diventa difficile, forse impossibile, se presentiamo loro elementi di noncuranza, superficialità, in quanto dicono molto sulla insufficienteimportanza che diamo noi stessi a Cristo*e offrono una visione riduttiva dell’esser cristiani, centrata o esclusivamente sulla gioia, dimenticandosi della croce, o solamente sul dolore, sulla morte, senza tener conto della speranza della risurrezione.

Ebbene, i nostri atteggiamenti, il nostro modo di accostarci al mistero, il nostro impegno per l’altro parlano. E i giovani osservano. In questo modo anche le situazioni di ogni giorno, dalle più difficili da affrontare a quelle ordinarie, guardate, sperimentate, vissute nell’ottica cristiana, acquistano una luce nuova: non un aggirare l’ostacolo, ma un riconoscerlo, accoglierlo, affrontarlo nell’ottica del dono di sé, della conformazione a Cristo. E’ così anche per le gioie ricevute, viste non come qualcosa di scontato o esclusivamente attribuibile a sé, ma come dei doni, di cui l’Eucarestia è la massima espressione e per i quali rendere grazie. Stessa cosa vale per le scelte:ogni giorno ci troviamo dinanzi a più vie, a più opzioni, ma solo quelle compiute nella volontà del Padre, sull’esempio del Figlio, attraverso il discernimento fatto alla luce dello Spirito Santo, pongono ciascuno in condizione di raggiungere la vera felicità.

 

Materiale utilizzato

Ciò che, inoltre, tengo a sottolineare è anche la scelta di utilizzare, oltre ai testi della Sacra Scrittura, del Magistero della Chiesa e di un’ampia bibliografia teologica, anche alcuni spunti offerti da* autori contemporanei quali gli scrittori Antoine de Saint – Exupéry (1900 – 1944) e Alessandro D’Avenia (1977) e il cantautore Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti (1966) che, seppur non siano specialisti in teologia, offrono, attraverso alcuni loro testi, diverse idee conciliabili con il nostro tema. Questo perché la teologia prende vita tra le pieghe del quotidiano, nei suoi linguaggi, nei suoi canali, e la vita, dal canto suo, può farsi liturgia dando luogo, in tal modo, a un’equazione perfetta che mette al centro la Persona di Cristo Gesù.

[1] Francesco, Il nuovo umanesimo in Cristo Gesù, all’incontro con i Rappresentanti del V Convegno Nazionale della Chiesa Italiana, http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151110_firenze-convegno-chiesa-italiana.html (26.10.2017): «Giovani, superate l’apatia. Che nessuno disprezzi la vostra giovinezza, ma imparate ad essere modelli nel parlare e nell’agire (cfr 1 Tm 4,12). […] Per favore, non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico. Le mani della vostra fede si alzino verso il cielo, ma lo facciano mentre edificano una città costruita su rapporti in cui l’amore di Dio è il fondamento. E così sarete liberi di accettare le sfide dell’oggi, di vivere i cambiamenti e le trasformazioni. […] Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore è attivo e all’opera nel mondo. Voi, dunque, uscite per le strade e andate ai crocicchi: tutti quelli che troverete, chiamateli, nessuno escluso (cfr Mt 22,9). Soprattutto accompagnate chi è rimasto al bordo della strada, «zoppi, storpi, ciechi, sordi» (Mt 15,30). Dovunque voi siate, non costruite mai muri né frontiere, ma piazze e ospedali da campo».

 

Antonio Campo

antoniocampo@donboscoalsud.it

Antonio Campo

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