30 anni: la storia di un'amicizia

lunedì 13 settembre 2021

Quella mano sulla spalla tra Don Francesco e Don Pino mi ha colpito e ho ricercato i segni di questa storia di amicizia

Nasce nel Settembre del 1991 a Potenza, l'amicizia tra l'allora incaricato dell'OCG don Pino Ruppi e il giovane Francesco Preite ma non finisce di certo oggi, nel Settembre 2021, quando Don Francesco è chiamato a continuare la sua missione in altro luogo, esattamente a 30 anni di distanza da quell'incontro che ha contribuito a cambiare il corso del suo cammino.
Prima incaricato dell'oratorio e giovane oratoriano, poi guida spirituale e giovane salesiano in cammino dopo la proposta vocazionale, poi formatore e formando durante il suo post noviziato e mentre crescevano, cresceva anche il loro rapporto e le sfide poste sulla loro strada. Sono arrivati i due anni di Foggia, dove don Pino era direttore e don Francesco era aiuto all'oratorio, e poi gli anni di Bari, dove l'uno ha lasciato il posto all'altro: don Francesco era il direttore e don Pino il suo vicario. 30 anni di amicizia e più di un ventennio di condivisione della stessa missione negli stessi luoghi. Un'amicizia,certo nata nel progetto di Dio, ambedue sempre alla ricerca del meglio che il Signore potesse offrire all'altro.
10 anni quelli a Bari, dove la missione Salesiana è stata pienamente condivisa, coinvolgendo le istituzioni regionali e cittadine e creando una rete fatta di associazioni e amicizie con altri enti per mezzo di quel collante che è stato don Francesco. Tra i vari legami creatisi negli anni, quello con Ipsaic, l'Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea e la profonda amicizia e la stretta cooperazione con il sindaco di Bari, Antonio Decaro e con la collaborazione con il Presidente della regione Puglia Michele Emiliano.
Nel 2015 don Pino e don Francesco diventano i soci fondatori del Laboratorio Don Bosco e con impegno, pazienza e dedizione, viene inaugurata la Biblioteca di Quartiere. Una biblioteca sorella ad altre nella città di Bari, in accordo con il progetto Colibrì: una rete progettata con l'obiettivo di connettere 11 biblioteche baresi sparse in quartieri differenti, al fine di promuovere un modello di diffusione culturale inclusivo e partecipativo, attivando nuove forme di cittadinanza sociale. Luoghi che non fossero solo di lettura, ma anche di promozione culturale, strettamente collegati con scuole, associazioni e le comunità del territorio.
Ed è per questo che nell'estate 2021 hanno avuto ed avranno ancora luogo una serie di presentazioni di libri e "La bici della lettura - piccole storie per grandi e piccini".
Il risultato di questi 10 anni è un ambiente che comunica ed è comunicativo nelle sue parti, coinvolgendole tutte: dal laboratorio all'oratorio fino all'Istituto. Un corpo unico che non può funzionare se tutte le sue parti non collaborano tra loro per permettere di procedere avanti verso una missione comune che è quella umana e salesiana. E tutto questo non sarebbe stato possibile senza un legame altrettanto forte già esistente: quello tra don Francesco e don Pino. Alla domanda fatta a don Pino: "Perchè secondo Lei don Francesco le ha voluto offrire un quadro di San Giuseppe?", don Pino ha risposto: "Non solo perchè è l'anno giuseppino indetto da Papa Francesco, ma credo fortemente abbia voluto mettere l'accento su quello che personalmente mi sono sforzato di compiere nei suoi riguardi con attenzione e peculiarità: offrirgli il desiderio, come amico e guida spirituale, di essergli vicino paternamente e supportandolo in tutte le situazioni belle o difficili della sua attività qui a Bari. Per questo, semplicemente ma anche forse indegnamente gli dico: grazie Francesco e buona continuazione di vita apostolica e salesiana."
Don Francesco nel suo discorso tenutosi alla festa in suo onore l'11 settembre ha detto: "La domanda che il Signore ci pone oggi è "La gente chi dice che io sia"? Una domanda che in questi 10 anni mi sono posto anche io e la vita della comunità ha cercato di provocare in me una risposta che ogni giorno cerco grazie alle persone che percorrono con me un pezzo del loro cammino." Se c'è una persona che in parte ha dato una possibilità di poter rispondere a questa domanda, è don Pino: lo stesso che gli ha cambiato la vita con un'altra domanda.

 

Laura Pascazio

 

   

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